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6 Marzo 2023

“Invoice Trading in Italia”: il Position Paper di Italia Fintech con il supporto di Workinvoice e TeamSystem

Position paper ItaliaFintech su invoice trading

Presentato lo scorso 28 febbraio, il Position PaperInvoice Trading: analisi, opportunità, proposte” evidenzia le possibilità offerte da questo strumento alle PMI, garantendo liquidità senza appesantire la posizione finanziaria. Leggendo il documento redatto da Italia Fintech in collaborazione con Workinvoice e Teamsystem, appare quindi evidente come l’anticipo fatture online sia uno strumento fondamentale per garantire accesso al credito a moltissime aziende italiane ma, allo stesso tempo, quanto sia necessario attuare proposte legislative utili a far funzionare adeguatamente l’invoice trading.

Invoice Trading: lo strumento per la Liquidità Aziendale

Come emerge dal Position Paper, l’invoice trading, ovvero la vendita a titolo definitivo e a sconto di fatture commerciali non scadute da parte di imprese cedenti su piattaforme digitali, è, alla pari del factoring aziendale, uno strumento estremamente flessibile per la gestione delle esigenze di liquidità delle aziende che, in Italia, muove un mercato di circa 1 miliardo di euro.

L’anticipo fatture online è, tra l’altro, una soluzione concreta, considerando che in Italia il tempo medio di pagamento delle fatture B2B nel 2021 è stato in media di 82 giorni (dati Osservatorio Supply Chain Finance, Politecnico di Milano), un dato molto peggiore della media dei principali Paesi europei. Basti pensare infatti che soltanto poco più di 1 azienda su 3 in Italia saldi puntualmente le proprie fatture (il 38,5% per la precisione, secondo i dati rilevati dallo Studio Pagamenti elaborato ogni anno da Cribis D&B).

Dati di crescita e potenzialità dell’Invoice Trading

I dati raccolti da Italia Fintech e riassunti nel documento evidenziano quindi un tasso di crescita medio annuo superiore al 40% e mostrano come i servi di anticipo online delle fatture svolgano un’importante funzione di allocazione delle risorse con una diffusione proporzionalmente maggiore nei segmenti dell’economia italiana, ovvero dove il credito tradizionale stenta ad arrivare.

Confronto Valore e Numero Fatture dell'Invoice Trading

Durante le roundtable di presentazione tenutesi lo scorso 28 febbraio, a cui hanno partecipato referenti di Assolombarda, Teamsystem, Italia Fintech, Samsung Electronics, Generalfinance S.p.A., Chiomenti, SACE Fct, ABI e Bankitalia, sono quindi emerse le grandi potenzialità dell’invoice trading che, anche in Italia, si conferma essere una valida alternativa finanziaria alle soluzioni bancarie tradizionali per tutte quelle PMI che hanno necessità di ottenere liquidità in modo semplice, flessibile e veloce. Uno strumento quindi capace, grazie alle sue stesse caratteristiche (non è un finanziamento e quindi non è da rimborsare), di configurarsi come un facilitatore per tutte le imprese che vogliono migliorare il loro accesso al credito e il rating bancario.

“Le imprese italiane”, ha spiegato Matteo Tarroni, CEO di Workinvoice e vicepresidente di Italia Fintech, sono infatti “chiuse in una morsa. Da un lato sperimentano dei tempi di incasso troppo lunghi e che non hanno paragoni rispetto agli altri Paesi europei; dall’altro non trovano sufficiente credito per sopperire a queste tempistiche. Ciò limita la crescita delle aziende ed è per questo che l’Italia non ha quei livelli di produttività che invece si registrano negli altri Paesi europei.

L’invoice trading consente di trasformare un asset fungibile in liquidità e, attraverso diversi modelli, consente alle aziende di cedere crediti esigibili a investitori istituzionali di tutto il mondo. Stiamo quindi parlando a tutti gli effetti di un sistema complementare a quello tradizionale”.

Anticipo Fatture in Italia: necessità di un Quadro Normativo

Tra gli altri temi trattati nel Position Paper troviamo inoltre quello delle proposte legislative utili a far funzionare adeguatamente e meglio l’invoice trading. Infatti, come sostenuto anche dal partner di Chiomenti, Alessandro Portolano, durante l’evento di presentazione, in Italia purtroppo manca un quadro normativo specifico relativo all’invoice trading ed è inoltre evidente “l’assenza di regolamentazione specifica perché il regolamento del crowdfunding esclude l’acquisto di credito dal novero delle attività delle piattaforme”.

A tal proposito, sempre nel documento, troviamo l’elenco degli interventi che paiono essere di maggior rilievo per sostenere le PMI e le microimprese italiane nell’attuale contesto macroeconomico:

  1. Albo delle piattaforme certificate;
  2. Obbligo di “Referral”;
  3. Inefficacia delle clausole di divieto della cessione del credito;
  4. Agevolazioni a favore di Organismi di Investimento Collettivi del Risparmio (OICR) che investano in crediti vantati da microimprese e PMI virtuose acquistati su piattaforme fintech;
  5. Miglioramento e qualificazione della comunicazione istituzionale nei confronti delle PMI su strumenti innovativi di finanza digitale.

Un quadro normativo di riferimento e interventi specifici sono quindi misure da adottare per far sì che l’invoice trading possa crescere ancora di più, senza mai dimenticare che è anche necessario trovare il modo giusto per convincere le aziende a utilizzare strumenti alternativi come appunto l’anticipo fatture online.

Di fondamentale importanza diventa quindi anche il dialogo con le aziende per ragionare “in ottica prospettica e capire il fabbisogno dell’impresa. Il lavoro iniziale è molto culturale: si deve partire dal bisogno dell’azienda per poi costruire la strategia. Per questo è importante una comunicazione trasparente e semplice.”, come ha ricordato anche Alessandro Bielli di Assolombarda durante l’evento di presentazione. Occorre infatti, secondo Silvia Attanasio di ABI, “trovare il modo corretto per far dialogare il mondo delle fintech e quello bancario. Ci sono tanti benefici per entrambe le parti”.

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