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Personalizzazione, velocità e digitalizzazione: le carte vincenti del Fintech in un mondo che cambia

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Tempo di lettura: 3 minuti
Le imprese del Fintech hanno dimostrato di saper abilitare procedure più efficaci e capaci di adattarsi immediatamente al contesto che muta. E anche la finanza tradizionale ormai non ne può fare più a meno…

Di Matteo Tarroni, CEO e Co-Founder di Workinvoice

Emergenza liquidità, smart working e digitalizzazione. Se ci sono degli effetti conclamati della pandemia sul mondo produttivo sono questi tre, ampiamente dibattuti. Ma c’è un altro trend, meno mainstream, che è stato accelerato dal Covid 19: l’efficientamento della supply chain finance. Ne ha parlato PwC in un aggiornamento alla terza edizione del suo rapporto Fintech 2020 in Italia, pubblicato ad aprile per tracciare lo stato di salute di 364 aziende (di cui 278 FinTech e 86 TechFin, player di interesse nell’area dei Tech Enabler e della Cybersecurity). Workinvoice viene citata come esempio di abilitatore di nuovi strumenti per sbloccare la catena dei pagamenti che da sempre incaglia il sistema delle imprese, ma che in questo momento storico rischia di essere una zavorra insostenibile.

Cosa sappiamo dello stato di salute dell’economia reale

Ma diamo uno sguardo ai dati: il lockdown ha avuto un impatto senza precedenti sulle attività produttive, creando un’emergenza diffusa che ha messo a rischio più di 120mila aziende. La stessa Workinvoice ha stimato (nell’Osservatorio congiunto con Cribis) un fabbisogno finanziario di 45 miliardi per le PMI, che a oggi hanno inoltrato alle banche 1,100 milioni di domande di finanziamenti garantiti dallo Stato, per un ammontare di 87 miliardi di euro.

Il lockdown ha spinto i servizi digitali, sia l’e-commerce (che ha conquistato 2 milioni di consumatori in più) sia sul fronte bancario: durante la pandemia il 51% degli italiani ha utilizzato di più l’online banking, il 54% ha aumentato il suo utilizzo dei servizi bancari via mobile, il 27%, ha in programma di ridurre o cessare la frequentazione degli sportelli fisici anche dopo l’emergenza.

Il ruolo della Supply Chain Finance

In generale, PwC riporta i dati delle FinTech mappate da ItaliaFintech, che nei primi cinque mesi del 2020 hanno incrementato i finanziamenti alle PMI di 4,5 volte rispetto allo stesso periodo del 2019, finanziando il triplo delle aziende. In questo ambito assume rilevanza la crescita dell’importanza della Supply Chain Finance, “ovvero l’insieme di soluzioni che consentono a un’impresa di finanziare il proprio capitale circolante nelle filiere di cui è parte”, scrive PwC. Illimity ne stima una crescita del 7-10% nel 2020.

PwC cita operatori del settore che ritengono che “alcune funzionalità tipiche dell’attività di molte FinTech dell’area Lending, come la cessione delle fatture, si siano adattate allo choc sistemico del Covid-19 meglio del credito bancario”.

La grande adattabilità delle Fintech

Ne siamo convinti anche noi: la flessibilità delle fintech permette di adattarsi al contesto velocemente e sviluppare le soluzioni più adatte ai problemi contingenti delle imprese, cogliendo anche dove possibile, delle opportunità. Workinvoice, ad esempio, insieme a Crif e con l’affiancamento della stessa PwC ha creato un marketplace per lo scambio dei crediti fiscali rinvenienti dall’Ecobonus e dal Sismabonus al 110% introdotti con il Decreto Rilancio. Nel decreto è prevista la possibilità di cedere il proprio credito fiscale anziché beneficiare della detrazione: questa è l’opportunità che come azienda innovativa abbiamo voluto e saputo cogliere.

Nel marketplace di Workinvoice saranno negoziati i crediti fiscali: cioè sarà possibile, per la prima volta, cedere e acquistare, come credito di imposta, le detrazioni fiscali previste dalla normativa. In questo modo agevoleremo la trasformazione in liquidità del credito a prezzi di mercato, accelerando la diffusione dell’utilizzo degli incentivi e, in ultima istanza, sostenendo il settore dell’edilizia. Ma la natura del markeplace ci permette di adattarlo, in futuro anche ad altre tipologie e settori.

La grande capacità delle aziende FinTech italiane di adattarsi a un contesto di mercato incerto viene attribuita da PwC alle loro doti di “velocità, specializzazione, digitalizzazione, flessibilità, user experience, che in questa fase rappresentano un valore importante anche per le aziende finanziarie tradizionali o per le stesse grandi aziende industriali”. Non a caso, il ruolo del FinTech in questi mesi si sta sempre più affrancando da quello di facilitatore e innovatore proprio attraverso collaborazioni sempre più varie e ampie: in poche parole, siamo una componente sempre più importante del processo di trasformazione del sistema finanziario nel suo complesso.

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