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17 Aprile 2023

Velocità, flessibilità e liquidità (anche per la crescita): i vantaggi dell’invoice trading secondo le imprese

Se la principale ragione per cui le aziende si rivolgono a una piattaforma come Workinoice è reperire cassa per finanziare il circolante, lo strumento si rivela importante anche per lo sviluppo industriale.

Ne abbiamo parlato con tre imprenditori e clienti: Valentino Fantini, CEO e fondatore di Walls, azienda che sta rivoluzionando l’edilizia residenziale con componenti preformati e un inedito modello di business integrato; Francesco Ciaccia, CFO di Elastomers Union, impresa della nicchia dei fluoroelastomeri (che vengono usati per le guarnizioni nell’industria aerospaziale o meccanica, o nei cinturini per orologi sportivi di alta gamma); e Simone Rondi, CEO di Abohtech che, grazie a rapporti consolidati con L’Est Asiatico, è partner delle industrie italiane nel reperimento di materie prime e componenti sempre più scarsi, nella filiera elettronica e del fotovoltaico

I vantaggi dell'Invoice Trading per le aziende

I Vantaggi dell’Invoice Trading per le Aziende

Edilizia, chimica e servizi di import export. Cosa hanno in comune questi tre comparti industriali? Apparentemente nulla, ma tutti possono trarre vantaggi importanti dall’utilizzo dell’invoice trading e del reverse factoring. Lo dimostrano le esperienze dei tre imprenditori di cui abbiamo raccolto le storie. Gli intervistati, infatti, hanno evidenziato l’enorme valore di una piattaforma come Woirkinvoice – che contribuisce anche a ottimizzare i flussi e l’operatività complessiva – soffermandosi principalmente su tre aspetti fondamentali:

  • la rapidità, che consente di avere la liquidità sul conto dell’azienda in pochi giorni dopo la richiesta;
  • la flessibilità, che offre la possibilità di anticipare anche la singola fattura spot senza escludere l’utilizzo di strumenti esterni alla piattaforma;
  • la possibilità di usare la cassa ottenuta non solo per il circolante, ma anche per la crescita aziendale.

Walls: Invoice Trading per la crescita dell’edilizia

La prima storia è quella di un ex costruttore edile che sta rivoluzionando il settore, con l’ambizione di fargli compiere un salto in avanti di almeno 15 anni. Valentino Fantini ha fondato Walls nel 2014, “in un garage della provincia novarese” e oggi ne è direttore generale. “Il mercato è mutato molto – racconta Fantini – oggi l’efficienza energetica è obbligatoria, mentre 9 anni fa non se ne parlava neppure. Noi siamo partiti come produttori di pannelli per costruzioni, per arrivare oggi a promuovere la realizzazione di edifici sostenibili, attraverso un processo di filiera innovativo e con un controllo qualità in ogni fase del progetto”.

Sostanzialmente, Walls è un fornitore di aziende edili, con fatturato dal milione ai 5 milioni, focalizzate su nuove costruzioni o sulla demolizione e ricostruzione di strutture esistenti. “In un settore – dice Fantini – costituito in prevalenza da microaziende e ditte individuali, che si rivolgono a squadre di operai su commessa, con processi farraginosi e poco efficienti, noi abbiamo cambiato prospettiva”.

Walls fa quattro cose. La prima, costruire tutto ciò che è l’involucro edilizio, dal cappotto prefabbricato, ai monoblocchi per serramenti, alle pareti, i solai e le coperture.  La seconda è acquistare e rivendere materiali isolanti, tapparelle, cartongessi, e presto anche sistemi di ventilazione meccanica. La terza azione è quella di “fornire sistemi organizzativi per ottimizzare il cantiere e quarta è fare comunicazione: l’edificio Walls, riconosciuto con il marchio W4HOUSE, infatti, è immediatamente riconoscibile come edificio a emissioni zero, atossico e sismo-resistente”.

Walls ha fatturato 2 milioni di euro nel 2022 e mira ai cinque milioni per quest’anno. Per far esplodere il mercato ha bisogno di finanza fresca ed efficiente. “Ovvero di finanza alternativa – chiosa Fantini – perché le banche hanno alcuni limiti e non riescono a seguire la crescita di un’azienda innovativa”. Nel fintech e nell’invoice trading Walls ha trovato il suo habitat finanziario ideale. “L’invoice trading è flessibile e rapido – dice Fantini –e la parte di smobilizzo del credito è molto interessante, perché ci consente in qualche modo di valutare anche i nostri clienti e ci ha aiutato a cambiare approcciopossiamo proporre una scadenza più agevole ai nostri clienti senza rischiare di avere problemi di liquidità”.

Abohtech: Invoice Trading per l’aumento della liquidità

La flessibilità e la rapidità sono le due caratteristiche che hanno convinto anche Abohtech a usare l’invoice trading come strumento di finanza alternativa. Abohtech, infatti, è una società giovane (fondata nel 2017) e il rapporto con le banche avrebbe richiesto una gestazione lunga prima di portare qualche frutto significativo. “La crisi pandemica e quella ucraina hanno avuto effetti dirompenti sulle catene di fornitura e sulle modalità operative delle imprese – dice il manager Simone Rondi -. I cicli di pagamento si sono allungati e c’è bisogno di cassa in maniera costante. Noi ci occupiamo di fare scouting in Asia per le aziende italiane per reperire materie prime e componenti sempre più scarsi”. Celle di silicio, barre e lamiere di alluminio e altre materie prime richieste dal mercato, prodotti elettrici ed elettronici per la clientela professionale e privata: Abohtech le acquista all’ingrosso per i clienti, garantendo la fornitura nei tempi richiesti. Di recente si è anche specializzata nella ricerca e nella fornitura di componenti della filiera fotovoltaica: dalle celle di silicio monocristallino, ai vetri per l’assemblamento del modulo, ai profili di alluminio anodizzato e il ribbon per elettrosaldare, agli inverter.

Per riuscire ad avere spazi di manovra”, dice Rondi, “avendo buoni rapporti con i clienti abbiamo pensato al factoring e facendo una ricerca online ci siamo imbattuti in Workinvoice”.

L’invoice trading si è dimostrato subito uno strumento valido per il business di import export dell’azienda milanese: “Il ciclo del business è semplice: tramite la banca posso acquistare con la mia finanza o con quella del cliente che anticipa, ma finché non riesco a scaricare il portafoglio sono sempre vincolato alla consegna per l’incasso. L’invoice trading ci permette di superare quest’impasse: perché è flessibile, ovvero lo si usa al bisogno anche sulla singola fattura, e non esclude altri strumenti che possono essere impiegati in parallelo, offrendoci un contributo determinante alla gestione dell’operatività corrente”. E non solo. “Si tratta di uno strumento che si caratterizza per un’estrema velocità: in dieci giorni dal primo contatto siamo partiti con l’operatività e, in generale, quando decidiamo di usarlo per una fattura, in pochi giorni riusciamo a ottenere liquidità. Infine, un ultimo valore aggiunto, è sicuramente il rapporto dinamico e diretto che rende eccellente la customer experience”.

Elastomers Union: Invoice Trading contro i rincari

L’invoice trading si è sposato bene con il business di Elastomers Union, azienda che ha fatturato 14 milioni nel 2021 e 24 milioni nel 2022, senza subire grossi impatti dalla pandemia, grazie alla particolare nicchia nella quale lavora. Elastomer, a Bologna, costruisce mescole polimeriche a partire da fluoroelastomeri, materiali che vengono usati da chi produce guarnizioni nell’industria aerospaziale o meccanica, ma anche dai produttori di cinturini per orologi sportivi di alta gamma. “Lavoriamo su volumi piccoli con grossi margini – racconta il CFO Francesco Ciaccia – Il nostro è un prodotto a elevato contenuto di tecnologia e molto costoso, per cui richiede linee estremamente efficienti. Un punto di forza della produzione è la rapidità: sia nella produzione sia nella consegna”.

L’incontro con Workinvoice è avvenuto per far fronte ai rincari delle materie prime. Il sistema ha funzionato immediatamente: “grazie ai clienti, che sono pagatori regolari – precisa Ciaccia – è stata impressionante la rapidità con cui il servizio è andato a regime. Con banche e società di factoring il processo è sempre stato molto più lungo e farraginoso.  Grazie a Workinvoice, anche a ridosso del Natale, siamo riusciti ad avere circa il 90% degli importi sul conto in una settimana, a un costo ragionevole”. L’invoice trading ha consentito di rendere più fluidi sia il processo di acquisto della materia prima dalle società che “le importano e le devono sdoganare, pagando anticipatamente, sia la riscossione anticipata delle fatture dei clienti che scadono a 90 giorni. Avere la cassa immediatamente è stato cruciale per gestire l’operatività in un momento di crisi economica”.

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