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30 Giugno 2017

Fintech e Invoice Trading: nuove rotte per la liquidità delle PMI

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Nel panorama economico italiano, la gestione dei flussi di cassa costituisce una sfida quotidiana per il tessuto imprenditoriale. I dati storici evidenziano una disparità strutturale rispetto ai partner continentali: il tempo medio di incasso dei crediti commerciali in Italia si è spesso attestato intorno ai 78 giorni, contro una media europea nettamente inferiore, pari a 47 giorni. Ancor più critico appare il versante dei pagamenti ai fornitori, con tempistiche che dilatano fino a 137 giorni, a fronte dei 65 giorni rilevati mediamente in Europa.

Tali statistiche non rappresentano numeri astratti, bensì la motivazione primaria che ha spinto lo sviluppo della finanza d’impresa alternativa. Sebbene in crescita, il settore necessita ancora di raggiungere la piena maturità. A confermare l’urgenza di soluzioni innovative intervengono le stime relative alla compressione del credito commerciale, il cosiddetto credit crunch, fenomeno che ha visto una contrazione vicina al 25% negli anni passati. Parallelamente, osservatori autorevoli come Cerved hanno segnalato come quasi la metà delle PMI italiane abbia riscontrato problematiche nell’accesso ai canali bancari tradizionali, evidenziando la necessità di strumenti più agili per la gestione del circolante.

L’ascesa del Fintech: soluzioni digitali per l’economia reale

In tale scenario complesso ha preso forma un ecosistema agguerrito di startup fintech, pronte a proporre alle aziende soluzioni digitali capaci di scardinare le rigidità del sistema classico. La promessa risiede in una maggiore flessibilità e nell’efficienza operativa.

L’evoluzione del supporto online alle imprese ha seguito tappe precise:

  • Crowdfunding: esordito nella forma reward-based intorno al 2013.
  • Equity Crowdfunding: diffusosi l’anno successivo, ha introdotto il concetto di capitale di rischio digitale.
  • Lending e Invoice Trading: dal 2015 si sono affermate le piattaforme di prestito diretto e di invoice trading, ovvero la cessione digitale delle fatture.

Quest’ultimo segmento appare come uno dei più dinamici. I margini di espansione risultano considerevoli se si osserva il volume delle transazioni che avvengono ancora offline. L’anticipo fatture domina infatti il mercato italiano del credito di filiera con valori complessivi che sfiorano gli 87 miliardi di euro, così da distaccare nettamente il factoring tradizionale.

Il modello Workinvoice: velocità e disintermediazione

Workinvoice, fondata dall’unione di manager con solida esperienza nella finanza d’impresa, ha intuito precocemente le potenzialità del mercato, lanciando una piattaforma web dedicata alla compravendita di crediti commerciali. Il funzionamento del marketplace punta sulla rimozione degli ostacoli burocratici: l’asta ha una durata di appena 24 ore e, di norma, l’azienda cedente riceve il 90% dell’importo della fattura sul proprio conto corrente entro 4-5 giorni lavorativi.

I volumi transati testimoniano l’efficacia del modello: centinaia di fatture esigibili scambiate, con un taglio medio intorno ai 70mila euro. Per scoprire i dettagli operativi, è possibile consultare la sezione come funziona o approfondire le tipologie di servizio nella pagina soluzioni.

Superare le barriere normative

Nonostante la crescita, il mercato possiede un potenziale inespresso ben superiore agli attuali volumi. Secondo Matteo Tarroni, CEO e co-fondatore di Workinvoice, interventi mirati potrebbero sbloccare ulteriore liquidità per le imprese. Una misura efficace e a costo zero riguarderebbe l’illegalità delle clausole di divieto di cessione dei crediti commerciali. Molte grandi aziende, o interi settori industriali, impongono tali vincoli contrattuali ai propri fornitori, limitandone la libertà finanziaria.

Qualunque limitazione alla trasferibilità del credito genera un aggravio di costi e rischi. Chi finanzia questi asset, sia tramite cessione pro-soluto che pro-solvendo, necessita del trasferimento dei relativi diritti per potersi rivalere sul debitore in caso di mancato pagamento. Rimuovere tali ostacoli agevolerebbe l’accesso al credito per l’intera filiera produttiva.

Prospettive future e investitori istituzionali

A prescindere dagli interventi normativi, le prospettive per l’invoice trading rimangono ottime. La strategia di Workinvoice prevede accordi con operatori globali per proporre soluzioni integrate di finanza e gestione del rischio, incluse opzioni legate all’assicurazione del credito.

Un segnale inequivocabile di maturità del settore è l’ingresso degli investitori istituzionali. Fondi specializzati e asset manager stanno accedendo al mercato con capitali crescenti, attratti dal rapporto rischio-rendimento dei crediti commerciali italiani. Anche sul fronte distributivo, si consolidano partnership con intermediari e società di consulenza finanziaria per diffondere la cultura della finanza complementare.

Un mercato competitivo e plurale

Il vantaggio accumulato dai pionieri del settore non ha impedito l’ingresso di nuovi attori. Diversi player (tra cui Cashme, Credimi e altri nati nel periodo di boom del Fintech) hanno contribuito a vivacizzare l’offerta. Tale competizione, lungi dall’essere un problema, favorisce la conoscibilità degli strumenti e stimola il miglioramento continuo dei servizi, a tutto vantaggio delle imprese clienti.

Per restare aggiornati sulle evoluzioni del mercato e sulle novità normative, vi invitiamo a seguire il nostro blog. Se desiderate valutare il vostro merito creditizio o avete dubbi specifici, la sezione FAQ offre risposte immediate, mentre per un contatto diretto è disponibile la pagina contatti. Scoprite chi siamo e come stiamo ridisegnando il futuro del credito in Italia.

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