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29 Maggio 2017

L’ascesa del Fintech: come l’Invoice Trading accelera la liquidità delle imprese

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In uno scenario economico caratterizzato da un accesso al credito sovente complesso e frammentato, la tecnologia finanziaria, meglio nota come Fintech, sta tracciando nuove rotte per il sostegno alla crescita imprenditoriale. Laddove i canali tradizionali mostrano rigidità o tempi di latenza eccessivi, l’innovazione digitale risponde con strumenti agili, capaci di trasformare i crediti commerciali in risorse immediate.

Un esempio tangibile di tale rivoluzione risiede nei sistemi di factoring alternativo, soluzioni che stanno riscuotendo ampi consensi a livello continentale. In tutta Europa, piattaforme digitali evolute favoriscono l’incontro diretto tra PMI con esigenze di capitale circolante e investitori specializzati, interessati ad asset a basso rischio come i crediti commerciali.

Il panorama europeo e la leadership italiana

Il mercato dell’invoice trading ha visto la nascita di player di rilievo internazionale. Se nel Regno Unito operatori come Marketinvoice hanno aperto la strada movimentando miliardi di sterline, in Italia la leadership spetta a Workinvoice.

La piattaforma ha saputo catalizzare volumi significativi, viaggiando a ritmi di transato settimanale nell’ordine dei milioni di euro, consolidandosi come punto di riferimento per l’economia reale nostrana.

La diffusione di tali strumenti tocca anche mercati insospettabili, come la Germania. Sebbene lì i tempi di pagamento medi si attestino intorno ai 18 giorni (contro i 90 spesso registrati in Italia), la necessità di ottimizzare la gestione del circolante spinge le aziende tedesche verso soluzioni digitali. Per il settore Fintech, le prospettive appaiono rosee: il sistema bancario, talvolta appesantito dalla gestione di crediti deteriorati (NPL), fatica a coprire l’intera domanda di credito proveniente dal tessuto produttivo.

La “morsa” del credito e la risposta digitale

Secondo Matteo Tarroni, Amministratore Delegato di Workinvoice, le società italiane si trovano spesso strette in una morsa finanziaria. Da un lato, il sistema creditizio tradizionale ha ridotto l’erogazione di svariati miliardi di euro rispetto ai livelli pre-crisi; dall’altro, si registra un persistente allungamento dei tempi di incasso.

In Italia, la contrazione del credito (credit crunch) ha mostrato tratti più severi rispetto ad altri contesti europei. Tale dinamica spiega il successo crescente del Peer-to-Peer lending e dell’alternative factoring, strumenti che non si limitano a sostituire la banca, ma ne integrano le funzioni e ne colmano i vuoti di liquidità.

L’interesse degli investitori istituzionali

A spingere lo sviluppo del settore non vi sono solo le necessità delle imprese cedenti, bensì il forte appetito degli investitori istituzionali. I crediti commerciali costituiscono ormai una asset class consolidata e ambita per la diversificazione del portafoglio. Possiamo individuare tre categorie principali di soggetti attivi sulle piattaforme:

  • Fondi alternativi specializzati: entità che acquistano esclusivamente crediti commerciali tramite marketplace digitali.
  • Fondi tradizionali: operatori che utilizzano l’anticipo fatture per il cash management e l’ottimizzazione della tesoreria a breve termine.
  • Veicoli di cartolarizzazione: strutture che trasformano i crediti in titoli obbligazionari per il collocamento sul mercato.

La presenza massiccia di capitali istituzionali lascia presagire una futura integrazione delle piattaforme a livello europeo al fine di creare un mercato unico del credito commerciale digitale.

Flessibilità: il vantaggio competitivo su factoring e banche

Per le aziende che necessitano di monetizzare i propri crediti, il valore aggiunto di servizi come quello proposto da Workinvoice risiede nella totale flessibilità. A differenza del factoring tradizionale, che sovente richiede la “canalizzazione” dell’intero fatturato o la cessione della globalità dei crediti verso un debitore, l’approccio digitale abilita la cessione anche di una singola fattura.

Inoltre, la velocità di attivazione costituisce un fattore discriminante: l’onboarding su una piattaforma Fintech richiede pochi giorni, mentre l’apertura di un rapporto di factoring classico può impiegare settimane o mesi. Il servizio agisce come uno sconto per cassa immediato, con costi spesso inferiori rispetto allo sconto commerciale tradizionale (che può arrivare al 3-4% per pagamenti a vista).

Finanza complementare, non solo alternativa

Come sottolinea Tarroni, Workinvoice si posiziona come finanza complementare. L’obiettivo non è eliminare gli strumenti bancari, bensì affiancarli per ottimizzare la struttura finanziaria dell’impresa. L’azienda può mantenere le linee di credito bancarie per investimenti a medio-lungo termine e utilizzare la piattaforma per la liquidità immediata.

A conferma della coesistenza dei due modelli, i dati di mercato mostrano una crescita anche nel turnover del factoring tradizionale (dati Assifact). Tuttavia, l’anticipo fatture online risponde in modo specifico alle inefficienze dei pagamenti: studi di settore (es. Cribis) evidenziano come in Italia la percentuale di fatture saldate alla scadenza sia nettamente inferiore rispetto agli standard nord-europei. In tale contesto, disporre di uno strumento che svincola l’impresa dai tempi del debitore diventa una leva strategica per la sopravvivenza e lo sviluppo.

Per comprendere meglio come integrare questi strumenti nella tua strategia aziendale, consulta la nostra sezione domande frequenti o leggi le ultime notizie sul nostro blog. Se desideri conoscere i dettagli operativi, visita la pagina dedicata a come funziona la piattaforma o scopri di più su chi siamo e sulla nostra missione a supporto dell’economia reale.

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