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Rischio di cambio: se lo gestisci proteggi i margini industriali

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Tempo di lettura: 3 minuti
La pandemia ha trasmesso incertezza ai mercati finanziari e le oscillazioni delle valute sono diventate ancora meno prevedibili. Il movimento dei cambi può erodere il margine industriale delle PMI che hanno rapporti import e export. Ma da oggi anche le imprese piccole e medie hanno un modo per proteggersi. Scopriamo insieme come

Uno degli effetti più evidenti della pandemia a livello economico è la volatilità dei mercati, cioè la tendenza degli strumenti finanziari a variazioni brusche e imprevedibili. Esiste anche un indice per misurarlo, il Vix, detto anche indice della paura, perché è una sorta di “termometro” che misura lo stato d’animo (ottimista o pessimista) degli investitori rispetto al mercato: il 16 marzo 2020, con l’esplodere della pandemia in tutto il mondo, il Vix ha raggiunto il record di sempre, chiudendo a quota 82,89. Anche se oggi il livello è tornato nella norma, gli alti e bassi sui mercati continuano a sorprendere e a confondere gli investitori, soprattutto con l’emergenza sanitaria globale che appare ancora tutt’altro che conclusa e i piani di vaccinazione che proseguono più a rilento del previsto in molti paesi.

Il problema del movimento dei cambi

L’instabilità ha coinvolto anche le valute: negli ultimi 12 mesi movimenti in salita e in discesa repentini e violenti hanno coinvolto persino le monete di economie ritenute stabili, come il Won della Corea del Sud che si è mosso di oltre il 9%, o il Dollaro australiano che ha subito variazioni addirittura di più del 28%. E quelli di economie meno stabili, ma con i quali le aziende italiane hanno importanti rapporti commerciali, hanno registrato oscillazioni ancora maggiori: il Peso messicano oltre il 36% e la Lira turca oltre il 50%. È quindi evidente che una perdita su cambi di queste dimensioni può pregiudicare qualunque margine industriale, intaccando il profitto e la crescita per le imprese del nostro Paese.

Come fare quindi a proteggersi, in un momento in cui oltretutto si guarda alla ripresa di importazioni ed esportazioni, che dallo scoppio della pandemia hanno subito importanti rallentamenti per effetto della chiusura delle frontiere e della rottura delle catene produttive? A causa di queste oscillazioni così imprevedibili, capita infatti di frequente che, nel lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui si negoziano le condizioni commerciali e quello dell’incasso o pagamento , i margini industriali vengano erosi dal movimento dei cambi.

Come fare a proteggersi dal rischio di cambio

La volatilità dei cambi è un elemento di incertezza che impedisce di fare previsioni su costi e ricavi  e dunque di elaborare budget affidabili. Avere la possibilità di fissare il tasso di cambio a un livello preciso, per esempio quello corrente nel momento in cui si chiude un ordine o un contratto, consentirebbe invece di abbattere il rischio di incertezza.  La gestione attiva dei cambi è molto diffusa presso le grandi imprese anche grazie a manager specializzati e ai maggiori volumi. Le PMI sono tipicamente meno attrezzate e non trovano nel sistema bancario soluzioni veloci e flessibili per importi minori.

Per questa ragione Workinvoice si è unita ad una delle principali società Fintech al mondo, la britannica Ebury, oggi controllata dal Gruppo Santander. Specializzata in servizi a supporto di aziende che importano o esportano (inclusi pagamenti internazionali in oltre 100 valute), Ebury ha sede anche in Italia e, oltre che con Workinvoice, ha stretto collaborazioni anche con Nexi e Sace.

Da questa partnership nasce Easy Trade, la soluzione per consentire alle aziende di incassare subito il 90% del credito in valuta mentre i clienti pagheranno allo scadere della fattura. A questo punto verrà incassato anche il restante 10%, al netto degli interessi. In questo modo l’azienda saprà sempre quanto incasserà senza preoccuparsi del rischio di cambio.

Con Easy Trade l’impresa fissa il cambio alla data odierna (o a una data futura concordata) a fronte del pagamento del prezzo del servizio, che rappresenta un costo molto più trasparente di quello offerto dal canale tradizionale: le banche, infatti, pur offrendo un tasso di cambio conveniente, aggiungono commissioni di transazione, costi fissi e permillari che, a conti fatti, rendono il prezzo del servizio molto più oneroso non solo in termini economici. Inoltre, il costo risulta vantaggioso perché con un’unica operazione si ottiene liquidità e si elimina del tutto il rischio di perdite derivanti dalle fluttuazioni della valuta.

In sostanza, sono molti i vantaggi per le aziende, che con Easy Trade potranno:

  • accedere a strumenti di gestione del rischio cambio in condizioni di mercato instabili per oltre 100 valute
  • fare preventivi più solidi su acquisti e vendite in valuta e contare su un budget chiaro
  • Proteggere i margini dai rischi di fluttuazione delle monete degli altri Paesi
  • Usufruire di una soluzione veloce, semplice e interamente digitale

Un notevole vantaggio, soprattutto in una fase di ripartenza del commercio internazionale come quella che stiamo vivendo: eliminando questo rischio potrai continuare a intraprendere rapporti commerciali anche con Paesi al di fuori dell’area euro, ampliando le tue opportunità di business e restando competitivo sul mercato.

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