08/06/2017 – Il dott. Saputelli, il business plan e i numeri che danno speranza agli imprenditori

Econopoly pubblica il quarto di una serie di post di Fabio Bolognini, blogger e cofondatore di Workinvoice.

Flashback. Il luogo: una delle sale riunioni di una grande associazione degli imprenditori. Dieci anni fa, poco prima dello scoppio della crisi finanziaria. Sul palco dei relatori un distintissimo dott. Saputelli spiega eruditamente alla platea (tante sedie vuote) l’importanza del business plan e tutti i suoi possibili utilizzi. Parla in scioltezza di “ebiddà” (EBITDA) e di ROE.

L’immancabile rappresentante delle banche che siede al suo fianco annuisce senza troppa convinzione, forse pensando alla sua Direzione Crediti che deride tutto ciò che non sta nel bilancio depositato. Il vostro Virgilio seduto in fondo alla sala annota sul suo taccuino [business plan = fantascienza per i piccoli imprenditori]. Qualche brusio si alza dalla platea e, poco dopo, nello spazio concesso alle domande del pubblico un sig. Gianni con i capelli grigi e senza cravatta affronta a muso duro il Saputelli e lo apostrofa così: “Non abbiamo mica tempo da perdere dietro a queste cose in azienda, con tutto quello che c’è da fare e che ci chiede lo Stato ‘sto business plan è l’ultimo dei nostri pensieri”. Il dott. Saputelli resta a bocca aperta mentre altri imprenditori commentano a favore del loro collega.


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