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Ora le imprese lo sanno, la cassa rende competitivi

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L’analisi di Tarroni, co-founder e ceo di Workinvoice, la prima piattaforma italiana di factoring digitale: «Troppo lente le banche tradizionali»

Uno dice “educazione” e immagina una classe d’asilo, poi dice “educazione finanziaria” e su quella classe scende il buio. “Ma qualcosa sta cambiando, se non per le scuole senz’altro per le imprese. Forse la pandemia è stata di stimolo”, dice Matteo Tarroni, un passato in Merrill Lynch e Credit Suisse, poi nel 2014 co-founder (con Ettore Decio e Fabio Bolognini) ed oggi Ceo di Workinvoice, la prima piattaforma in Italia per la vendita di fatture prima della loro scadenza (insomma un mercato on-line per il factoring, che mette a contatto diretto le imprese e le risorse finanziarie di tanti investitori diversi e non più delle banche, o non solo).

“Siamo una start-up di lungo corso, l’abbiamo capito subito che la gara delle start-up on è uno spint ma una maratona”, conferma sorridendo lui. Ma questa ex-start-up sta crescendo e portando risultati positivi: «E siamo convinti che il settore crescerà moltissimo, è proprio una questione di propensione al cambiamento, e in questo senso la pandemia ha rimescolato le carte».

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