Prestiti ombra: i fornitori agiscono come banche per le grandi imprese. Ma due misure possono limitarne i rischi

I ritardi nei pagamenti hanno un effetto collaterale dannosissimo per l’economia reale delle filiere: si chiama “shadow credit” e comporta per moltissime pmi italiane evidenti crisi di liquidità. Di seguito, due possibili soluzioni a questo fenomeno: rendere inefficace per legge il divieto della cessione del credito commerciale e facilitare il ricorso all’invoice trading.

A cura di Matteo Tarroni, CEO di Workinvoice

Capitale circolante, i suoi benefici e come ottenerlo

capitale circolante

Il capitale circolante è un elemento fondamentale per determinare la salute finanziaria della propria azienda. Mantenerlo positivo significa avere disponibilità di cassa immediata per far fronte alle spese di tutti i giorni e per eventuali investimenti. In questo articolo vedremo quali sono le migliori soluzioni esistenti per migliorare la liquidità.

Prestiti garantiti: cosa cambia per le PMI dal primo luglio e perché l’invoice trading può essere la soluzione

prestiti garantiti

Il 30 giugno terminano le “regole speciali” del Fondo di Garanzia Pmi entrate in vigore in risposta alla pandemia, che consentivano l’erogazione di prestiti garantiti con procedure semplificate e condizioni più favorevoli. Dal primo luglio le banche, in sostanza, concederanno finanziamenti alle imprese più difficilmente, perché ritornano in vigore le regole di Basilea sugli accantonamenti, anche queste sospese per garantire liquidità alle imprese. Ecco perché l’invoice trading può essere la soluzione ideale.

Invoice trading, un meccanismo virtuoso: a confermarlo i dati sui tempi di pagamento delle imprese

invoice trading

La crisi di liquidità causata dal Covid è in parte rientrata. Lo dimostrano i dati dello Studio Pagamenti di Cribis, dedicato agli effetti della pandemia sulle abitudini di pagamento delle aziende italiane. Ma nonostante il peggio sia passato, i tempi di pagamento delle fatture restano molto lunghi, il che configura una forma di credito non trasparente finanziato dai fornitori. Tuttavia, i numeri delle fatture transate su Workinvoice sono più incoraggianti: questo dimostra come l’introduzione di controlli e regole all’interno di un marketplace, oltre a garantire i fornitori, favorisca anche una migliore performance dei crediti anche in tempi di crisi.

A cura di Matteo Tarroni, CEO & co-founder Workinvoice

Azienda Italia, la morsa che le impedisce di crescere

Azienda Italia, morsa rallenta crescita PMI

Strette da tempi di incasso lunghissimi e da un credit crunch che non si è mai attenuato, le PMI restano nane e fanno fatica a innovare. Soprattutto in tempi incerti come quelli attuali, in cui entrate e uscite sono particolarmente volatili a causa dell’aumento del costo delle materie prime e di tempi logistici estremamente lunghi. Ecco perché il credito commerciale, se diventa un asset cedibile a fronte di cassa, rappresenta la soluzione ideale.

A cura di Matteo Tarroni, Co-Founder & CEO di Workinvoice

Alleanze tra banche e fintech che creano valore

Alleanze tra banche e fintech

Le partnership si moltiplicano, anche in Italia. Ma ci sono regole precise che ne determinano il successo, dal tipo di fintech (e banca) che coinvolgono, al genere di servizio e tecnologia che integrano o affiancano. Ecco cinque esempi virtuosi e i modi con cui evitare gli ostacoli culturali che possono determinarne il fallimento.

A cura di Matteo Tarroni, Co-Founder & CEO di Workinvoice

Post Covid: la disruption delle supply chain pesa sulle imprese, ma quali sono le soluzioni?

L’aumento dei prezzi delle materie prime e i ritardi nelle consegne a causa delle chiusure asimmetriche possono rallentare la ripartenza. Le imprese, trasversalmente a settori e geografie, hanno due principali difficoltà: o non riescono a mantenere i livelli di produzione per la scarsità di semilavorati e ritardi nelle consegne; oppure vedono i margini a rischio a causa dell’aumento dei costi di noli e commodity. Cosa fare se i maggiori costi non possono essere scaricati sul cliente finale? Delle strade esistono ed è tempo per le pmi italiane di iniziare a percorrerle. Ecco come

A cura di Fabio Bolognini, Co-Founder di Workinvoice

La fine dei sussidi e l’era delle imprese resilienti

Moratorie, blocco dei licenziamenti e prestiti garantiti: anche se la Commissione Ue accetterà le proroghe a fine anno inserite nel Decreto Sostegni Bis, non ce ne saranno di ulteriori. Le imprese devono attrezzarsi per il Next Normal: devono farlo con azioni tattiche e pensando strategicamente. Ecco come

A cura di Fabio Bolognini, Co-Founder di Workinvoice

L’innovazione in finanza? Funziona solo se è tecnologica

Crowdlending, invoice trading, window dressing… parole di questo tipo stanno entrando sempre di più nel vocabolario delle pmi, ma non sempre il significato è chiaro a tutti.

Per questo motivo oggi il blog di Workinvoice inaugura una nuova rubrica dedicata a chi fa impresa, per imparare a orientarsi nelle nuove frontiere della finanza. Partiamo dal contesto: in questo primo testo ci occuperemo di innovazione e scopriremo insieme come iI sistema bancario tradizionale negli ultimi dieci anni sia stato affiancato e sfidato dal fintech. Ovvero di quelle realtà che hanno iniziato a offrire servizi e prodotti finanziari con modalità agili e digitali, grazie alla tecnologia.

L’aumento del costo delle commodity mette a rischio i margini delle imprese europee importatrici

Le valute dei Paesi produttori di materie prime, come il dollaro canadese e la corona norvegese sono già in robusto apprezzamento e si prevede che almeno fino a fine anno si assisterà ad ulteriori rialzi. Seguiranno le valute degli emergenti non appena la lotta alla pandemia avrà segnato qualche vittoria. Per evitare impatti, le aziende importatrici possono coprirsi dal rischio di cambio