MyBest Group: anche l’invoice trading di Workinvoice ha contribuito a quotarci a Parigi

Leader italiano della switching economy, MyBest Group aiuta famiglie e imprese a scegliere il miglior gestore telefonico o dell’energia. In un mercato che solo in Italia vale 150 miliardi di euro e ha piani di crescita grazie alla  piena deregulation dell’energia

A fine 2017 girava voce che si sarebbe quotata su Aim, il listino alternativo di Borsa italiana. A settembre di quest’anno, MyBest Group, piattaforma omnicanale nel mercato della switching economy si è quotata davvero, ma su Euronext Growth, a Parigi.

È stata una scelta strategica – dice Fabio Regolo, Presidente della società– perché Euronext di Parigi è la maggior Borsa paneuropea, e ingloba Belgio, Portogallo e Olanda, Oltre 250 aziende quotate in più e una capitalizzazione di 2 volte e mezzo il nostro listino alternativo, ci avrebbe offerto una visibilità internazionale in un mercato molto tech. Senza considerare i costi ridotti e tempi strettissimi: abbiamo presentato la domanda di ammissione il 5 luglio e dopo due mesi eravamo in Borsa”, con un flottante del 37% e 33,8 milioni di capitalizzazione.

MyBest Group è approdata in Borsa dopo aver, nell’ultimo triennio, emesso due bond per 5 milioni: tutti convertiti in equity al momento della quotazione, soprattutto per sviluppare il business in attesa della prossima completa deregulation dell’energia.

E la scelta di forme di credito innovative si conferma anche nel ricorso a Workinvoice. “A cui ci siamo rivolti per la prima volta nel 2016: di certo uscire dalle banche per trovare credito in rete è stato un po’ come giocare in casa. D’altronde, come tutte le imprese, avevamo subìto gli effetti del credit crunch negli ultimi anni e avevamo ridotto le possibilità di avere affidamenti: un canale alternativo per scontare le fatture per noi è stato importante. E abbiamo scoperto che si tratta anche di uno strumento flessibile, che consente di ricevere liquidità a un costo accessibile, ma soprattutto quando se ne ha bisogno e per il tempo in cui se ne ha bisogno.” Anticipare le fatture con la flessibilità e la snellezza dello strumento online ha contribuito a una gestione ottimale della cassa corrente, in un business in cui i pagamenti avvengono tra i 60 e i 120 giorni. Con Workinvoice, MyBest Group ha potuto “risparmiare” in media 45 giorni sui pagamenti e avere flussi regolari con cui gestire struttura e dipendenti. E questo ha senza dubbio avuto un peso nel dotarla di quella disciplina finanziaria che è poi obbligatoria quando si approda in Borsa.

“I nostri  clienti  sono  tutti i colossi delle public utility e con un ottimo merito di credito, questo ha facilitato l’accesso all’invoice trading”, spiega Regolo, che poi aggiunge dettagli sul business della sua azienda: “La nostra è un’attività BtoBtoC: siamo “agenti” dei gestori della materia prima, che ci pagano una quota per ogni famiglia che gli “switchiamo”. Solo nel 2017, quando abbiamo fatturato 26 milioni di euro, la piattaforma ha “switchato” 250mila clienti, mostrando le tariffe disponibili grazie al comparatore di cui è dotata ma anche guidando l’utente a effettuare lo switch in automatico senza costi.

Il giro d’affari della switching economy vale annualmente 150 miliardi di euro solo in Italia, 2.000 miliardi di euro in Europa e oltre 6.000 nel mondo. Cifre da capogiro che MyBest Group è riuscita a intercettare grazie a un’intuizione semplice. “Ho iniziato a lavorare come agente immobiliare nel 1985 e nel 1986 insieme ad un socio  ho fondato ProfessioneCasa che poi ho ceduto alla fine degli anni Novanta. Mi ero innamorato di Internet e dell’idea di creare un nuovo mercato che in Italia ancora non esisteva e che avevo visto nascere in Regno Unito e Germania dove la liberalizzazione delle utility c’era già stata. Il modello di business è stato costruito, nel 2003, per orientare i clienti nel mercato delle telecom appena liberalizzato. E intorno alla figura del consulente multiutility che aiutava famiglie e imprese a gestire le proprie risorse al meglio, poi è subentrata anche la piattaforma omnicanale.

A partire dal 2007 è iniziata la deregulation anche dell’energia elettrica per il mercato consumer, nuovo core business di MyBest Group.

A oggi il 34% delle famiglie italiane ha cambiato gestore nell’energia, passando dal mercato vincolato, che è quello in cui il monopolista offre il servizio ma al prezzo della materia prima determinato dall’autorità ogni due mesi, al mercato libero. Sul mercato libero sostanzialmente si compete sul prezzo della materia prima o sulle modalità di pagamento,” spiega Regolo. “Il Decreto Concorrenza prevede, salvo proroghe, che a partire dal prossimo luglio 2019 il mercato dell’energia sia completamente deregolamentato. Il che vuol dire che immediatamente il 66% delle famiglie avranno un certo tempo per decidere a quale operatore passare perché il mercato sotto tutela non esisterà più. Un po’ come è successo con la tv, quando è stato eliminato l’etere a favore del digitale terrestre: è chiaro che per noi si tratta di una enorme opportunità.

E allora non resta che prepararci per cogliere i frutti del passaggio dall’attuale mercato push, in cui MyBest Group deve sollecitare l’utente verso la scelta a uno pull, in cui il rapporto è invertito: “e in cui saranno gli utenti a venire a cercare il consulente per effettuare la scelta migliore. In un mercato che vale decine di miliardi di euro.

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