Rendere il Regno Unito un posto dove fare impresa più facilmente

11 Aprile 2014

Il Governo britannico utilizza (anche) le innovazioni introdotte dall’Alternative Finance per sostenere la nascita e la crescita delle aziende.

Il Department for Business, Innovation & Skills e il Ministero del Tesoro di Sua Maestà hanno attivato da circa un anno iniziative molto efficaci per il sostegno del settore del credito alle PMI, penalizzato come in Italia dalla stretta creditizia imposta dalle (e alle) banche.
La misura dell’efficacia può essere sintetizzata con un solo dato: finora il programma, che si chiama Business Finance Partnership ha contribuito a creare circa 5 sterline di prestiti alle PMI per ogni £ 1 del denaro dei contribuenti.

Infatti 172 milioni di sterline di denaro pubblico sono stati finora utilizzati da fornitori di credito non di matrice bancaria a fianco di un ulteriore £ 705.000.000 da investitori del settore privato per dare un totale di £ 877.000.000 a 18 imprese di medie dimensioni e 880 piccole imprese.
La Business Finance Partnership ha due linee di intervento. Il primo filone investe in gestori di fondi che prestano alle imprese di medie dimensioni, come ad esempio il fondo Alcentra che acquista anche debito di aziende che non hanno un merito di credito eccellente. Il secondo filone investe in iniziative di Alternative Finance che forniscono una fonte non tradizionale di credito alle piccole imprese, come la piattaforma Urica che ha sviluppato un modello innovativo di supply chain finance (finanziamento dei crediti commerciali).

In Italia pare si sia studiando la creazione da parte della Cassa Depositi e Prestiti di un fondo di fondi che affiancherebbe i gestori privati nel debito delle PMI, attraverso lo strumento dei minibond, trovate qui le anticipazioni dell’Amministratore Delegato della CDP. Mentre questo post di Fabio Bolognini descrive lo stato dell’arte del mercato delle “mini-obbligazioni”, non molto incoraggiante.

Troppo poco e troppa poca innovazione sul fronte della partnership tra pubblico e privato per la creazione di un ambiente favorevole per la crescita delle aziende. Lungi da noi voler cambiare la nostra bandiera, ma un pò di “Union Jack” nel caso specifico sarebbe auspicabile e contribuirebbe a rendere [l’Italia] un posto dove fare impresa più facilmente.


Matteo Tarroni

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