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Prestiti ombra: i fornitori agiscono come banche per le grandi imprese. Ma due misure possono limitarne i rischi

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Tempo di lettura: 3 minuti
I ritardi nei pagamenti hanno un effetto collaterale dannosissimo per l’economia reale delle filiere: si chiama “shadow credit” e comporta per moltissime pmi italiane evidenti crisi di liquidità. Di seguito, due possibili soluzioni a questo fenomeno: rendere inefficace per legge il divieto della cessione del credito commerciale e facilitare il ricorso all’invoice trading.

A cura di Matteo Tarroni, CEO di Workinvoice

I lunghi tempi di incasso delle fatture commerciali in Italia determinano un fenomeno in base al quale le pmi fornitrici fanno da banca (senza garanzie) ai grandi clienti. Si tratta di una specie di “credito ombra” e comporta che i fornitori – di fatto – si trovino a fare credito ai propri clienti, a 30-60-90-180 giorni (in base alla scadenza della fattura), e senza alcuna regolamentazione. Niente covenant, niente obblighi di trasparenza, niente penali né sanzioni. Il rischio è enorme, soprattutto se improvvisamente i ritardi nei pagamenti si allungano (come accaduto nel periodo della pandemia), poiché il fornitore non avrà alcuna garanzia o paracadute per rientrare in possesso della sua liquidità.

Questa dinamica può compromettere la fluidità degli ecosistemi di filiera però può essere corretta attraverso due misure:

  1. rendere inefficaci le clausole di divieto di cessione (spesso ancora presenti in molti contratti commerciali);
  2. favorire la diffusione di forme alternative di finanziamento del circolante.

A quanto ammonta il credito ombra italiano

Per capire quanto potrebbe essere il credito ombra dobbiamo calcolare due fattori: a quanto ammontano i crediti commerciali delle imprese italiane e quante sono le fatture con ritardi gravi di pagamento.

Secondo l’ultimo Report sulla Supply Chain Finance del Politecnico di Milano, i crediti commerciali nel 2021 ammontavano a circa 490 miliardi di euro. Una cifra mostruosa se si pensa che lo stock complessivo di prestiti alle imprese erogati dalle banche era a 660 miliardi di euro ad aprile 2022 (Banca d’Italia, Statistiche, Tavola 1.8).

Il rischio maggiore si annida nelle fatture con ritardi gravi, che rischiano di trasformarsi in crediti inesigibili (e quindi in carenze di liquidità potenzialmente fatali per i creditori). Secondo i dati dello Studio Pagamenti Cribis le fatture con gravi ritardi (scadute da oltre 30 giorni) erano l’11% a fine 2021 (tra ottobre e dicembre).

Come ridurre lo shadow credit

Il credito ombra, sostanzialmente, comporta che i creditori si assumano gran parte dei rischi, perché non vengono pagati in tempo e fanno gratuitamente da banca ai loro debitori; ma anche questi ultimi corrono un forte rischio reputazionale. Un malcostume che ha inoltre creato un grande rischio sistemico, che si estende lungo tutta la filiera.

Come evitare che il credito ombra si propaghi nell’economia? Le soluzioni sono due, entrambe di facile attuazione:

1.Abolire le clausole che vietano la cessione dei crediti

Dichiarare illegittime le clausole che vietano la cessione dei crediti che sempre più spesso sono inserite nei contratti di fornitura dai clienti forti, ignorando il fatto che questo può stravolgere il merito di credito dei fornitori e deteriorare la loro situazione di liquidità. In altri ordinamenti, il divieto alla cessione è stato già reso inefficace, ad esempio negli Usa e nel Regno Unito.

2.Favorire la circolazione dei crediti commerciali

L’incedibilità del credito rende difficoltoso l’accesso ai finanziamenti dei crediti commerciali e impossibile l’utilizzo di forme innovative di finanza che prevedono appunto la creazione di mercati in cui i crediti possono essere liberamente trasferiti. L’eliminazione del divieto di cessione sarebbe un utile strumento per promuovere la circolazione dei crediti commerciali su mercati controllati. Mercati controllati e quindi in qualche modo garantiti, diversamente da quanto avviene lasciando il credito ombra libero di espandersi.

Il mercato controllato dei crediti commerciali è virtuoso

Non a caso, se si confrontano le percentuali dei ritardi gravi delle fatture transate sulla piattaforma di Workinvoice, si evidenzia che pre-pandemia ammontavano all’8% (contro il 10,5% della media generale rilevata da Cribis) e post-pandemia (nell’ultimo trimestre 2021) erano dell’1,5% contro l’11% della media generale.

Il sistema è più virtuoso perché, da un lato, tutti i processi che lavorano sulla piattaforma sono indirizzati a garantire il pagamento puntuale delle fatture; e dall’altro lato perché nel momento in cui la fattura viene ceduta c’è maggior attenzione da parte di tutti gli stakeholder– compreso il debitore – a rispettare la puntualità del pagamento.

Per queste ragioni il marketplace di fatto annulla gli effetti nefasti del credito ombra, riconduce questo meccanismo perverso a un sistema controllato e cambia radicalmente i rapporti di forza rendendo il mercato immediatamente virtuoso.

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