L’evoluzione della finanza alternativa e la nascita dei marketplaces

Articolo di Daniele Forza – ItalianCrowdfunding
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12 febbraio 2016

Il mercato della finanza alternativa gode di ottima salute e cresce in maniera esponenziale. Numerosi sono i report che analizzano questo forte trend, e qui proponiamo quello di Nesta in cui vengono forniti i dati del mercato inglese sia in termini di volumi che di tasso di crescita per ogni strumento della finanza alternativa. Osserviamo come il P2P lending sia il settore trainante con volumi che hanno superato il miliardo di sterline. Notiamo inoltre come l’ invoice trading abbia transato ottimi volumi (270 milioni di sterline) con tassi di cresita quasi doppi rispetto al P2P consumer lending (+174%).

Il P2P lending

Il P2P lending è l’ormai noto sistema che mette in collegamento investitori e richiedenti disintermediando banche e finanziarie. Nato in Inghilterra nel 2005 si è poi affermato in tutto il mondo mediante l’apertura di piattaforme dedicate alla raccolta di capitali dal basso. E’ un sitema win-win in quanto permette di ottenere un vantaggio a tutti coloro che lo utilizzano. I debitori possono beneficiare di tassi inferiori rispetto ai prestiti tradizionali e gli investitori possono ottenere dei rendimenti piuttosto interessanti rispetto ai sofferenti mercati azionari ed obbligazionari.

Invoice trading

L’invoice trading è un sistema che permette alle imprese di ottenere credito immediato cedendo le proprie fatture commerciali. Le piattaforme di Invoice trading sono gli intermediari che permettono il funzionamento di queste operazioni di finanziamento. Il servizio si rivolge principalmente alle PMI che per varie ragioni non riescono a smobilizzare le proprie fatture attraverso i circuti classici del credito come ad esempio fidi e factoring.

Quali sono gli ultimi trend?

Secondo quanto riportato dall’ ultimo rapporto di Morgan Stanley nel report “Global Marketplace Lending”, i volumi scambiati all’interno delle piattaforme di P2P sono pari all’1% del totale dei prestiti erogati nell’intero mercato mondiale dei finanziamenti e si stima che possano arrivare al 10% entro il 2020. Tradotto in termini monetari, ci si attende un valore complessivo di scambio pari a 290 miliardi.



In origine il P2P lending nacque per essere utilizzato tra soggetti privati. La parola Peer (pari) infatti evoca proprio questo concetto. Tuttavia, nel corso del tempo il mercato si è evoluto. Numerosi player sono entrati nel settore, soprattutto in Inghilterra e in Cina. Inoltre, nuovi investitori hanno colto questa opportunità di guadagno.

Può suonare strano a coloro i quali si schierano contro le banche e le finanziarie ma i principali operatori all’interno delle piattaforme sono proprio investitori istituzionali quali hedge funds, compagnie di assicurazione e banche. Nel 2014, le statistiche fornite da Lending Club evidenziano infatti come l’81% dei prestiti siano stati finanziati da istituzionali.
Allo stesso modo, anche nel settore dell’invoice trading, gli investitori istituzionali possono allocare le proprie risorse finanziarie all’interno delle piattaforme ottenendo rendimenti piuttosto interessanti. La tecnologia che viene utilizzata all’interno del sistema dell’invoce financing ha semplificato tutto il processo di smobilizzo delle fatture commerciali attraverso un sistema di aste estremamente efficace.
Per questi motivi, tra gli operatori della finanza alternativa, si è ormai consolidato il termine “marketplace lending” in quanto più idoneo all’attuale fase sviluppo del sistema.
Inoltre la maggior parte dei finanziamenti erogati nelle piattaforme dal basso, hanno ad oggetto la chiusura di precedenti posizioni debitorie in essere presso banche e finanziarie. Secondo le statistiche fornite da Lending Club, il 70% dei volumi deriva proprio dal rifinanziamento delle carte di credito di tipo revolving.
Le banche quindi hanno colto l’opportunità offerta dalle nuove tecnologie per collocare prodotti finanziari nelle piattaforme a pieno vantaggio della collettività. I debitori infatti possono estinguere le loro posizioni pregresse rifinanziandole a tassi migliori e le banche hanno la possibilità di utilizzare un sistema più efficace ed efficiente nella valutazione del rischio di credito delegando questo genere di attività.
Ultimamente si verificano poi sempre più spesso transazioni di importo rilevante. La più recente è stata sottoscritta da J.P.Morgan ed è relativa ad un accordo di acquisto di circa 1 miliardo di prestiti erogati nella piattaforma LendingClub precedentemente finanziati da Santander Consumer USA.

E in Italia? qual è la situazione?

La finanza alternativa in Italia esiste e funziona pur con qualche limitazione. Attualmente le piattaforme che offrono prestiti a privati (Smartika e Prestiamoci) e Pmi (BorsaDelCredito) stanno crescendo a ritmi piuttosto sostenuti. Noi di Workinvoice abbiamo una piattaforma perfettamente operativa e siamo gli unici operatori nel segmento dell’invoice financing con ottime prospettive di crescita.
E’ vero, la mancanza di investitori istituzionali e partnership strategiche ne ritarda lo sviluppo rispetto alla concorrenza estera ma siamo estremamente fiduciosi nel prossimo futuro. I tempi sono maturi, la terminologia sta diventando sempre più familiare ed i clienti sono favorevolmente soddisfatti del sistema. Pertanto crediamo che a breve anche l’Italia avrà il suo Marketplace in cui si potranno scambiare gli innovativi prodotti della finanza alternativa.

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