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La corsa inarrestabile della banca verso il fintech

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Tempo di lettura: 2 minuti
I pionieri del FinTech (BorsadelCredito.it, Credimi, Workinvoice) e di Prelios raccontano la parabola della finanza nel 2020, e la sua potenziale prossima evoluzione
  • I mesi di blocco delle attività hanno ampliato ed esteso le partnership tra banche tradizionali e FinTech, in un trend ormai inarrestabile
  • La tecnologia ha dimostrato di poter salvare la continuità di business e di poter abilitare processi e prodotti innovativi per nicchie di mercato che le banche tradizionali hanno finora snobato, per incapacità a raggiungerle o perché a basso margine

La pandemia ha cambiato per sempre il modo in cui i clienti fruiscono della finanza, rendendo l’aspetto digitale un must have

Da outsider troppo ambiziose, quasi schernite dal Gotha bancario alle origini, a partner d’elezione. Le FinTech sono cresciute, accelerate in maniera decisive dalla loro attitudine digitale che, nell’era dei lockdown, è l’unica via per garantire business continuity da parte dei fornitori di servizi. E, com’è emerso nel corso di una tavola rotonda organizzata digital FinancecommunityWeek, la parabola di sviluppo potrebbe essere simile a quella del settore pharma. Con le biotech prima prede ambite dei colossi che volevano introdurre innovazione e oggi big pharma a loro volta, in un rapporto completamente ribaltato.

La tecnologia per la gestione degli npl
Sul fronte dei crediti non performing. “Prelios è cresciuta ed è riuscita a chiudere cessioni di crediti e partnership con le banche, in un contesto in cui non era possibile lavorare in modo tradizionale – dice Gabriella Breno, ceo di Prelios Innovation – è diventato evidente in questi mesi come sia necessario trovare soluzione alternative, che la tecnologia offre, per continuare a lavorare in tutti i contesti e i settori aziendali, della comunicazione, dell’analisi dei dati, della cessione dei crediti. C’è sicuramente bisogno di un passo in più sul fronte regolamentare per spingere le banche più piccole e meno avvezze allo sviluppo tecnologico a fare un passo necessario per restare nell’arena competitiva. Oggi tuttavia ci sono tutte le altre condizioni: un contesto favorevole e tecnologie plug in che richiedono investimenti modesti, attraverso cui è possibile integrarle e usarle in maniera proficua”.

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