Comunicazione 2018 Workinvoice: come è nata la nuova campagna

11 gennaio 2018

Com’è nata la campagna? È una domanda ricorrente per un creativo. La nascita di un’idea incuriosisce molto e, talvolta, le persone immaginano una folgorazione, un’illuminazione, che coglie di sorpresa il fortunato creativo, come un’ispirazione inattesa. In realtà, il processo è più prosaico. Le idee vengono con il lavoro. Nel senso, principalmente, di un lavoro di analisi e studio del prodotto (e del brand).
Siamo alla terza campagna per Workinvoice e il prodotto continua ad avere molti angoli di lettura. E questo è un grande vantaggio perché un prodotto che ha molte sfaccettature, un prodotto ricco di particolarità e di vantaggi per il consumatore, è la migliore fonte di ispirazione, appunto, per un’agenzia.
Non è un caso che nella presentazione ci fossero diverse opzioni. E crediamo si sia scelta la migliore. Stavolta si è messo in luce uno “stato d’animo” dell’imprenditore della piccola e media impresa con l’obiettivo di echeggiare qualcosa di presente nei suoi pensieri, magari non necessariamente espressa e razionalizzata, ma sicuramente esistente. Ovvero la sensazione di un misto fra incertezza e speranza che ogni imprenditore ha quando chiude un lavoro, emette la fattura e la invia al cliente. La domanda, a volte scandita, a volte inconscia, è: “Pagherà alla scadenza?” o “Sarà puntuale il pagamento?”. A qualcuno va anche peggio, si chiede: “Pagherà?”. In Italia è possibile anche questo, purtroppo.
Questo stato d’animo è stato visualizzato con un’immagine e un tono ironici perché, ne siamo convinti, è la chiave migliore per rendere efficace i messaggi. Vediamo, quindi, un imprenditore di spalle che non platealmente e scaramanticamente incrocia le dita e, in un altro soggetto, addirittura, tiene un mini-corno rosso e lucido stretto fra le mani. Insomma, sembrano dire: speriamo bene stavolta.
L’headline recita: “C’è un modo più sicuro di incassare le tue fatture”, ovvero Workinvoice. In effetti, il primo mercato on-line delle fatture in Italia, ha come essenziale ruolo proprio quello di sollevare un’impresa da un problema che può essere semplicemente “temporale” – ovvero, dover aspettare due, tre o più mesi – ma che potrebbe diventare anche finanziario – ovvero non incassare proprio.
In entrambe queste due situazioni, la risposta Workinvoice è una scelta razionale, ponderata, sensata e conveniente. Veramente, su un piano di razionalità, non ha senso aspettare una scadenza ed è per questo che, nella campagna, abbiamo evocato il mondo della scaramanzia e della sorte: perché, non scegliere Workinvoice è “irrazionale”, per quanto è vantaggioso e conveniente.
Ecco la conferma che una strategia, un’idea e una campagna nascono dallo studio del prodotto.

(L’autore è Mimmo Di Lorenzo, Direttore Creativo Esecutivo dell’agenzia The Washing Machine Italia)

 

 

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