Analisi di credito innovativa, scientifica, democratica | modeFinance

8 agosto 2014

Quando ad occuparsi di aziende è la finanza alternativa, anche i modelli tradizionali di analisi di credito devono essere aggiornati.

Siamo nell’edificio A dell’AREA Science Park a Padriciano, vicino a Trieste. E’ qui che lavorano i co-fondatori e gli analisti di modeFinance una startup fin-tech che ha sviluppato un approccio nuovo all’analisi di credito basato su una metodologia definita: Multi Objective Rating Evaluation (MORE).

L’innovazione della tecnologia MORE è focalizzata sullo studio accurato delle diverse aree finanziarie ed economiche in cui una società è suddivisa: redditività, liquidità, solvibilità, efficienza, qualità, comportamenti di pagamento dei prodotti, ecc. La visione della “filosofia” di MORE afferma che migliore è l’equilibrio tra le diverse aree, minore è il rischio finanziario della società.

Il cuore tecnologico di MORE è costituito da una fusione innovativa tra profonda conoscenza delle dinamiche economiche e finanziarie e le metodologie numeriche più innovative. L’analisi viene effettuata mediante una serie di algoritmi multi-dimensionali e multi-obiettivo che permettono lo studio e l’osservazione di diversi aspetti delle imprese, per dare l’analisi dei rischi più accurata.
Innovativo è anche il sistema distributivo delle analisi di credito: S-peek è, infatti, un’applicazione web e mobile che consente di avere analisi di credito sintetiche per più di 20 milioni di aziende europee. Ora immaginate se un’applicazione del genere fosse associata ad una piattaforma di P2P corporate lending o di invoice financing, il sistema tradizionale di collegamento tra risorse finanziarie e sistema produttivo farebbe finalmente un passo avanti nella direzione di una maggiore efficacia e lo renderebbe anche, perché no, più democratico.

La nostra idea è che il credito all’impresa abbia un potenziale enorme: un mercato gigante con operatori storici che sono universalmente inefficienti e che offrono prodotti e servizi obsoleti.

Il modello di mercato potrebbe sembrare una soluzione inconsueta per fornire risorse alle aziende, ma poi ci viene in mente quello che stanno facendo Airbnb e Uber, l’ultima generazione di aziende di market-making, ad altre industrie “antiche” quali quelle dell’alloggio e del trasporto.

Stiamo assistendo all’ondata dei mercati 2.0: esperienze end-to-end che creano collegamenti tra offerta latente e domanda latente, aggiungendo nel mezzo funzioni critiche (come ad esempio l’analisi di credito su basi scientifiche, fruibile in maniera efficace) conquistando significative quote di mercato, ma allo stesso tempo facendo crescere il settore nel suo insieme.

Questi nuovi marketplace trasformano interi settori: generando valore e creando liquidità per acquirenti e venditori, con più trasparenza, e utilizzando la tecnologia per consentire economie operative e di scala.

Matteo Tarroni

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