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5 consigli per affrontare il terremoto Coronavirus

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Tempo di lettura: 3 minuti
Adottare lo smart working, analizzare la propria situazione, stabilire priorità ed azioni, creare un team allargato e informarsi sui decreti del governo: ecco la strategia di Workinvoice per fronteggiare questo periodo di crisi

A cura di Fabio Bolognini, Co-Founder di Workinvoice

Quali saranno le conseguenze di questa crisi tanto inattesa quanto drammatica? Dopo tre settimane di lockdown stiamo ancora cercando di valutarne la portata. Da un lato, dobbiamo convivere con lo smarrimento che nasce dall’ascolto dei bollettini medici giornalieri, ma allo stesso tempo non possiamo fermarci con il lavoro. Nessuno di noi può permetterselo, anche chi è stato congelato nell’attività dalle misure di sicurezza – come sarà successo ad alcuni dei nostri lettori.

Dobbiamo continuare a guidare le nostre aziende, costruendo le linee di difesa e pianificando il futuro. Se è vero che ne potremo uscire solo rimanendo uniti, ecco allora questo è il momento di cominciare a darsi una mano dove possibile. Ecco come stiamo agendo noi di Workinvoice.

Vi raccontiamo come abbiamo affrontato le prime settimane, appena abbiamo capito la gravità della situazione e il peso delle decisioni adottate dalle autorità italiane, seguite a ruota dai governi di mezzo pianeta. Si tratta di un set di 5 comportamenti, prima ancora che di strumenti per governare e disinnescare la crisi, che speriamo possano rivelarsi utili anche a voi:

Se è vero che ne potremo uscire solo rimanendo uniti, ecco allora questo è il momento di cominciare a darsi una mano dove possibile

  1. Proteggere i collaboratori e il team di lavoro. A metà febbraio avevamo già adottato quasi interamente la modalità di lavoro in smart working per proteggere ogni dipendente da contagi indesiderati sui mezzi di trasporto pubblico. Abbiamo attivato le formalità, fornito gli strumenti di lavoro, garantito gli accessi informatici e identificato i canali di comunicazione per messaggi e riunioni video. Abbiamo curato il dialogo con i nostri collaboratori aumentando il livello di frequenza e di trasparenza, spiegando come stiamo affrontando ogni problema. Alcune cose sono state facili per una società fintech, altre sono state un vero e proprio test anche per noi.
  2. Riflettere, analizzare prima di decidere. Abbiamo evitato la sindrome dell’incendio che spinge a impiegare il 100% del tempo sulle cose urgenti. Ci siamo presi qualche giorno per valutare attentamente gli impatti negativi e positivi della crisi Coronavirus. Abbiamo costruito diversi scenari con diverse probabilità e stress-test per comprendere le interrelazioni tra il nostro business e l’ambiente intorno a noi: i clienti, gli investitori, le autorità, le tecnologie. Questi scenari vengono aggiornati costantemente e ci consentono di prendere decisioni basate su numeri e priorità. Le domande a cui rispondere sono: cos’è più importante ora? Che cosa ci stiamo dimenticando di considerare? Quali sono le cose che se fatte oggi avranno un effetto positivo quando tutto potrà ripartire?
  3. Spezzare il piano in micro-decisioni. Fatta una valutazione dello scenario più probabile, abbiamo definito alcune priorità assolute e generato una lista di micro-attività coerenti con le priorità del Piano. Ad esempio, abbiamo iniziato a produrre da subito stime sul fabbisogno di cassa necessario a conservare un livello di liquidità e solvibilità che ci possa offrire margini di sicurezza. Il piano di cashflow, l’analisi e la separazione tra costi fissi e costi variabili, e, tra quelli variabili, i costi che potevano essere rapidamente fermati o rinviati, ci ha fornito una lista di micro-interventi da eseguire nelle prime 48 ore e nella settimana successiva.
  4. Creare un team allargato per decidere meglio. A prescindere dall’anzianità e dai ruoli, abbiamo aperto e rafforzato i canali di comunicazione con tutti i dipendenti, con i consulenti esterni e con i clienti legati a noi da partnership. Non perché debbano necessariamente partecipare collegialmente alle decisioni, che restano in capo all’amministratore, ma perché, in un processo di raccolta informazioni e reazione veloce, apportano conoscenze e competenze multidisciplinari fondamentali per fare qualsiasi scelta. Ogni impresa, ogni imprenditore, hanno attorno a sé questo network e questo è il momento di attivarlo per gestire un’emergenza.
  5. Analizzare tutta la produzione legislativa. Gli interventi del governo si susseguono con i decreti-legge e i DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) che stabiliscono misure di aiuto per le persone e le imprese. È fondamentale studiare questi documenti e consultarsi con i propri consulenti per capire quali di tali misure possano essere adottate immediatamente. Sono già disponibili il rinvio del pagamento di alcuni adempimenti fiscali (ma non di tutti) e l’accesso alla moratoria sui mutui bancari, i contributi per amministratori e collaboratori  coordinati, l’accesso senza giustificazioni e documenti semplificati alla cassa integrazione in deroga e al FIS (Fondo Integrazione Salariale). Da questo punto di vista internet offre una straordinaria ricchezza per trovare tutti i documenti e anche qualche ottima interpretazione tecnica.

Infine, un ultimo consiglio: occorrono tanto coraggio e tanta lucidità perché il rischio più grande, in questo momento, è quello di rimanere paralizzati. Coraggio e lucidità sono il vostro impegno.

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