Storie di imprese italiane

Quando la qualità sta fuori dal bilancio

 

A cura di Fabio Bolognini, Co-founder di Workinvoice


Alla fine del 2016 un giovane e curioso responsabile finanziario di una piccola azienda industriale della zona di Lecco si rivolge a Workinvoice per cercare una soluzione urgente ai problemi della sua società. Fino dai primi contatti ci rendiamo conto che la società, che produce stampi e lavorazioni speciali su componenti meccaniche, ha due facce: quella più evidente è scritta in un bilancio che mostra i segni evidenti della crisi del 2010-15 che ha ridotto il volume di fatturato, lasciato importanti debiti verso il sistema bancario e verso l’erario e una liquidità insufficiente a gestire tempestivamente impegni con fornitori e creditori.

La seconda faccia racconta una storia diversa espressa dalla qualità dei clienti da cui arrivano le commesse (principalmente nel settore automotive tra i più esigenti in tema di qualità del prodotto). Il portafoglio clienti che la piccola impresa ci racconta invece una storia diversa da quella del bilancio e ci induce a trovare nella cessione di quei crediti una soluzione veloce alle tensioni finanziarie.


I fratelli titolari della società non si fidano immediatamente di soluzioni innovative diverse dal sistema bancario a cui si sono sempre rivolti, ma di fronte al graduale assottigliamento dei fidi si convincono a tentare un’alternativa e incontrano gli esponenti di Workinvoice. Nell’incontro si confermano le due facce: le tensioni finanziarie sono pericolose verso il fine anno, ma la passione nel servizio ai clienti, la qualità delle lavorazioni e la competenza tecnica spiegano fuori bilancio le relazioni storiche con clienti importanti, esigenti nel fare ispezioni agli impianti ma puntuali nei pagamenti.

Completato l’esame dei documenti e la fase di onboarding della società, Workinvoice inizia a collocare rapidamente nel mese di dicembre una serie di piccoli crediti (tra 10 e 20.000€) sulla piattaforma che consentono di affrontare senza ritardi i pagamenti delle tredicesime e delle scadenze fiscali. I debitori ceduti arrivano nel corso degli anni successivi a essere otto e gli importi continuativamente oggetti di cessione salgono per integrare pienamente la quota di credito non più concessa dal sistema bancario.

 

 

Da quel momento Workinvoice sostiene l’attività dell’azienda in modo continuativo, anche grazie alla puntualità degli incassi che rafforzano negli investitori l’idea di elevata qualità dei crediti. La società rimane anche nel corso del 2017 e sino ad oggi esposta a fattori di fragilità finanziaria e subisce l’andamento riflessivo degli investimenti su scala europea ma grazie al migliore equilibrio fornito dall’appoggio di Workinvoice riesce anche ad affrontare perdite dovute a inderogabili pulizie del bilancio e attraversare una delicata fase di passaggio generazionale.

 

La storia dell’impresa lecchese dimostra come la qualità del portafoglio crediti possa diventare un fattore decisivo di valutazione che consente di superare una valutazione espressa solo su indici di bilancio e sistemi di rating finanziario. L’esperienza positiva di questi anni non riduce l’attenzione di Workinvoice nel tenere sotto controllo i valori finanziari, ma consente oggi alla società di discutere e pianificare nuove soluzioni che tengano conto dei profondi mutamenti nella filiera di fornitura automotive che purtroppo propongono tempi di pagamento più lunghi.