Il modello Workinvoice presentato in Commissione Europea

21 marzo 2017

Come facilitare l’accesso delle PMI alle risorse finanziarie, superando le barriere informative tra aziende ed investitori.

Il 20 marzo scorso Workinvoice è stata invitata a presentare la propria esperienza ad una tavola rotonda organizzata dalla Capital Markets Union, l’organismo della Commissione Europea che si occupa di sviluppare l’accesso alla finanza per le PMI del continente.

Le piccole e medie imprese, soprattutto le start-up, ed, in generale, le aziende ad alto tasso di crescita e le imprese innovative, sono critiche per la creazione di posti di lavoro e per guidare la crescita dell'economia europea. Gli imprenditori che sviluppano promettenti business plan hanno la necessità di ottenere un finanziamento per realizzare le loro idee, e le imprese che crescono hanno bisogno di accedere a finanziamenti a condizioni interessanti per finanziare la loro espansione. Il credito bancario è molto più difficile da ottenere da queste società a causa della mancanza di garanzie, dell’incerta redditivitá futura, ma anche perchè il costo del servizio alle micro e piccole imprese eccede i ricavi conseguibili per il sistema bancario.

Tuttavia, i canali di finanziamento non bancari rimangono poco sviluppati in Europa, di fronte a numerosi ostacoli alla loro adozione e l'efficacia.

Obiettivo della CMU è proprio favorire lo sviluppo di canali di finanziamento alternativi e l’ampliamento della gamma di opzioni di finanziamento per le PMI in tutti gli Stati membri dell'UE.

Nel contesto dei preparativi per la revisione semiannuale nel mese di giugno 2017, la Direzione Generale per la stabilità finanziaria, servizi finanziari e dei mercati dei capitali dell'Unione (DG FISMA) della Commissione Europea ha organizzato a Bruxelles una tavola rotonda focalizzata sulle barriere allo sviluppo di canali di finanziamento non bancari e modi per superarli, a livello nazionale ed europeo.

Tre i temi principali:

  • gli investimenti in capitale di PMI: come aumentare la sua offerta e diversificare la sua fonti?
  • raccolta di debito per le PMI: come aumentare la sua offerta e diversificare le proprie fonti?
  • le barriere informative tra le PMI e investitori potenziali finanziatori: come facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti per superare tali barriere informative, anche attraverso l'utilizzo di soluzioni Fintech?

Proprio su quest’ultimo punto siamo stati invitati a condividere la nostra esperienza con le PMI, maturata in piú di due anni di gestione del mercato italiano dei crediti commerciali.

Parte del nostro lavoro consiste appunto nel “tradurre” informazioni qualitative che si trovano in azienda in parametri che consentano agli investitori di valutare il rischio principale relativo ad un investimento in “trade receivables” e cioè la soliditá della relazione commerciale ed industriale tra l’azienda fornitrice (il cedente del credito) ed i suoi clienti (i debitori delle fatture).

Il nostro WIT Scoring ci consente di sintetizzare in un unico indice:
  • informazioni elaborate da terze parti (ad esempio agenzie di credit scoring)
  • informazioni finanziarie pubbliche (bilanci)
  • informazioni specifiche sul rapporto di fornitura (rilevate da documenti e questionari)
  • dati storici generati dalle transazioni sul mercato

Il modello seleziona poi sulla base dello scoring le coppie di fornitori/debitori che necessitano di ulteriori indagini o di specifiche approvazioni da parte della nostra Risk Unit prima di essere ammesse sul mercato. L’algoritmo di selezione ha quindi una duplice valenza: da un lato rende piú efficiente il lavoro del Risk Manager, concentrando la sua esperienza e la sua capacitá di giudizio (che va oltre gli algoritmi) dove è piú necessaria, dall’altro determina una vera e propria selezione all’ingresso per asset ritenuti troppo rischiosi.

Inutile nascondere che è stato per noi motivo di grande orgoglio essere chiamati ad esporre i nostri ragionamenti in termini di efficienza dei processi e di impiego della tecnologia (ma sempre al servizio del giudizio dell’esperto) in una sede cosi’ prestigiosa. L’interesse delle istituzioni, degli investitori istituzionali e degli organismi sovranazionali per i nuovi modelli di business proposti dal fintech e dalla finanza alternativa è sempre più evidente e i regolatori riconoscono non solo i rischi, ma soprattutto le opportunitá di crescita offerte dal settore della finanza alternativa/complementare.

Le risoluzioni della Commissione e gli atti del convegno saranno disponibili anche su questo blog nei prossimi giorni.


Immagine del post da Shutterstock©

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