I navigatori solitari della piccola impresa

23 luglio2015

Uno spunto dall’indagine periodica sulle imprese industriali e dei servizi condotta dalla Banca d’Italia su un campione di oltre 4.800 imprese della manifattura, delle costruzioni e dei servizi. (Indagine sulle imprese industriali e dei servizi Anno di riferimento 2014). Sono imprese con più di 20 addetti, quindi il campione esclude le micro imprese e gran parte degli artigiani per capire il perimetro d’indagine.

La propensione delle imprese più piccole a crescere per linee esterne, con acquisizioni e aggregazioni rimane bassissima nonostante tutti gli incitamenti e i rimproveri che provengono dagli economisti, dalla stessa Banca d’Italia e in parte anche da Confindustria.  Come si vede nella tabella sono strutturalmente inferiori al 3% le piccole imprese che sono state oggetto di operazioni straordinarie di acquisizione, fusione o incorporazione dal 2010. Nella fascia tra 20 e 49 addetti, su un campione di 1.132 imprese industriali solo 27 imprese e sulle 396 dei servizi altre 21.

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La percentuale raddoppia nella fascia delle medie imprese e arriva quasi al 15% tra le imprese maggiori. Freddi numeri che confermano la tendenza stabile delle piccole imprese familiari a tenersi lontane dalle sirene dell’aggregazione preferendo la navigazione in solitario.  Non una bella tendenza.

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