Come cambiano le PMI italiane: dal 2015 si vede la luce in fondo al tunnel e la produttività riprende grazie all’innovazione

05 luglio 2017

Crisi della domanda e credit crunch hanno, come è noto, colpito in particolar modo le PMI italiane tra il 2009 e il 2014, riducendone il numero totale da 150mila a 136mila. Solo nel 2015 la tendenza si è invertita, e negli ultimi due anni, sia pure con tassi inferiori all’unità, il comparto ha ricominciato a crescere. Analizzando più a fondo il fenomeno (dati dal rapporto Cerved 2016) si evince che la dinamica positiva riguarda le nascite, favorite dalla formula delle Srl semplificate, ma anche le chiusure, diminuite sia per liquidazioni sia per fallimenti.
Nel 2015 anche i bilanci delle PMI hanno iniziato a evidenziare segnali di miglioramento. I ricavi sono cresciuti mediamente del 3% rispetto all’anno precedente, mentre i margini lordi sono migliorati del 4% (mostrando una dinamica più favorevole delle piccole rispetto alle medie imprese).
Il profilo attuale delle imprese è il risultato di una selezione darwiniana di società già deboli strutturalmente, che non hanno retto alla crisi, e di uno spostamento delle altre verso profili di rischio meno elevati, che significa un rafforzamento del capitale proprio (+5%) e un minor rapporto tra debiti finanziari e capitale netto (81%, 35 punti percentuali in meno rispetto ai valori pre-crisi). Tradotto in cifre più significative dal punto di vista pratico, significa che più della metà delle PMI ha oggi un profilo “solvibile”, mentre meno del 17% è identificata come “rischiosa”.
Nel biennio 2017-2018 i parametri dovrebbero migliorare ulteriormente, registrando una previsione di crescita dei ricavi del 4,2%, un MOL che dovrebbe salire del 6,5% e un rapporto debiti finanziari su capitale netto che dovrebbe attestarsi stabilmente intorno al 77%.
Incrociando i dati a disposizione, si evince che la crisi è stata accompagnata da un calo drastico della produttività, un calo in cui ha inciso la difficoltà a innovare. L’innovazione è invece proprio il motore che sta facendo ripartire e può far decollare definitivamente le PMI, ma per metterlo in moto servono disponibilità finanziarie e competenze. Le occasioni non mancano: fatturazione elettronica, Industria 4.0, strumenti di analisi dei big data rappresentano solo alcune delle concrete opportunità di recuperare competitività ed efficienza, e gli operatori che offrono soluzioni valide e già collaudate per le piccole imprese non mancano. Le risorse finanziarie, poi, si possono trovare grazie ai numerosi bandi (originati da fondi europei e nazionali) per l’innovazione delle PMI o a soluzioni evolute come l’invoice trading, che consentono con la velocità e la semplicità tipica delle piattaforme online di monetizzare le fatture emesse e innescare da subito il circolo virtuoso (liquidità-investimenti-competitività) di cui le PMI hanno grande bisogno.

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